Speciale Templari a Ruvo/1: La presenza templare a Ruvo di Puglia (di Vito Ricci)

I Templari furono un ordine religioso-militare fondato in Terrasanta tra il 1118 e il 1120. Il loro scopo iniziale era quello di proteggere i pellegrini negli spostamenti e di fornire loro assistenza ed ospitalità. Si trattava di un’associazione a carattere sia religioso che militare operante a difesa delle conquiste cristiane che ben presto, legalizzata dalle autorità religiose, divenne un’importante struttura d’inquadramento degli eserciti crociati nel corso del XII secolo. I Templari si diffusero su due versanti: in Siria-Palestina, con la creazione di castelli e fortezze per combattere i Saraceni, e in Europa, fondando delle case che servivano a raccogliere le risorse economiche per finanziare la guerra in Oriente.

Una regione che vide una presenza consistenza dell’Ordine del Tempio fu la Puglia e nel mio saggio I Templari nella Puglia medievale (edizioni Dal Sud, 2009) ho trattato ampiamente di questo argomento. I porti di imbarco verso la Terrasanta, le fertili terre da coltivare e i pascoli e la viabilità terrestre furono le motivazioni che spinsero i Templari ad insediarsi nella nostra regione.

Molto probabilmente proprio a causa della viabilità terreste e in particolare della vicinanza all’antica via Traiana, ancora funzionante nel Medioevo, i Templari fondarono una propria domus-preceptoria nella cittadina di Ruvo di Puglia tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII. Dell’esistenza di una mansione templare si ha notizia in due documenti dell’agosto 1204 e del marzo 1205 redatti a Molfetta nei quali figurava Iohannes Salvagius Rubensis domus sacre templi preceptoris che era il cavaliere a capo del convento templare ruvese. Questi riceveva delle donazioni di beni fondiari a Molfetta, nella fattispecie i diritti sulla chiesa di S. Nicola ed una casa nei pressi della medesima chiesa. I Templari di Ruvo dovevano possedere delle terre in zona molto estese o comunque assai fertili, tanto da attirare la cupidigia di signorotti locali nella seconda metà del XIII secolo. Infatti nel 1272 si ebbe un intervento di Carlo I d’Angiò a favore dei Templari di Ruvo per far cessare l’occupazione illecita delle loro terre da parte di Rinaldo de Culant, signore della città. In un documento dato a Siena nel 1292 si ricorda che a Ruvo di Puglia i Templari possedevano una domus ricca ed importante, la quale attirava la cupidigia dei signori del luogo.

Dopo aver raggiunto il massimo splendore nel corso del XIII secolo, all’inizio del Trecento i Templari entrarono in una fase di declino e per finalità economiche e politiche vennero ingiustamente perseguitati dal re di Francia Filippo Il Bello che riuscì ad ottenere la soppressione dell’Ordine. Gli ultimi riferimenti alla domus templare rubastina sono fatti in un documento del 24 marzo 1308, dove compare, tra i Templari reclusi nel castello di Barletta, anche fra’ Stefano di Antiochia catturato presso la casa di Ruvo (inventum et captum… in domo eiusdem templi que est in Rubo) e in un documento del 25 aprile 1308, nel quale viene citato un sequestro dei beni templari nei territori di Molfetta, Gravina e Ruvo.

Purtroppo, in base alla documentazione pervenutaci, non sappiamo ove fosse ubicata la precettoria templare a Ruvo di Puglia, non necessariamente presso una chiesa. Quello che possiamo affermare con certezza è che i Templari ebbero a Ruvo di Puglia una fondazione molto importante attiva ininterrottamente dalla fine del XII secolo al 1308 che possedeva molti beni (quasi sicuramente terreni coltivati e forse delle masserie) tali da attirare le attenzioni dei feudatari locali su di essi. Probabilmente quei beni vennero assegnati dopo il 1312 all’Ordine dell’Ospedale che ebbe una domus a Ruvo attestata nei documenti dopo il 1366, ma che doveva esistere ancora prima.

Sono state fatte diverse ipotesi sull’ubicazione della domus templare di Ruvo, ma di questo mi occuperò in un prossimo articolo.

Vito Ricci è uno studioso del fenomeno templare nelle regioni meridionali e degli Ordini religioso-militari, membro della Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani (LARTI), socio fondatore dell’Associazione del Centro studi normanno-svevi, è autore del libro “I Templari nella Puglia medievale” per le “Edizioni dal Sud” (2009). Dal 2006 ad oggi ha partecipato con interventi sulla presenza templare in Puglia a conferenze, convegni e seminari.

Print Friendly, PDF & Email
Precedente "e venne ad abitare in mezzo a noi". Nuova edizione del Presepe Vivente della Confraternita Opera Pia S. Rocco- Successivo Stasera, 6 gennaio, in S. Giacomo al Corso il Concerto dell’Epifania e la Premiazione del Concorso “Miglior Presepe”