Nella Chiesa del Purgatorio il Settenario a Maria SS. della Pietà

Si sta svolgendo in questi giorni nella Chiesa del Purgatorio, il Solenne Settenario a Maria SS.ma della Pietà, organizzato dalla Confraternita del Purgatorio. Il Settenario si è aperto giovedì 8 e si concluderà nel giorno della Solennità della B.V. Addolorata, il 15 settembre prossimo.

Le origini al culto della Madonna della Pietà nella Chiesa del Purgatorio risalgono alla “Tornata della Congrega” del 23 Aprile 1897.

Dai verbali dell’Assemblea, redatti dal Segretario sig. Boccuzzi, leggiamo, infatti, che “La Congrega, su proposta dell’Amministrazione, a voti unanimi delibera solennizzarsi in ogni Sabato Santo a cominciare dall’anno venturo, la festa della Madonna della Pietà, uscendo in processione la mattina di detto giorno la statua che sarà fatta con le oblazioni volontarie dei fratelli e delle sorelle.”

Dallo stesso verbale è possibile risalire alla composizione dell’Amministrazione del tempo che era formata dal Priore, Antonio Zanni, dal Primo Componente, Michele Paparella, dal Secondo Componente, Michele Minafra e dal Padre Spirituale, don Salvatore Ruta, autore di alcuni inni dedicati alla Vergine.

Il gruppo statuario, completato e migliorato in fasi successive per quanto riguarda il volto della Madonna, le mani e Gesù Morto, fu scolpito dal maestro cartapestaio leccese Giuseppe Manzo (1849 – 1942) e arrivò a Ruvo nel 1898.

Esso rappresenta la Vergine Maria vestita di nero e seduta ai piedi della Croce con gli occhi rivolti al cielo e sulle ginocchia con le braccia sorregge il corpo senza vita di Gesù schiodato dalla croce. Sul petto della Madonna si legge “Mauro Minafra fu Antonio 1901” facendo riferimento sia al devoto che contribuì maggiormente alla realizzazione dell’opera sia all’anno in cui il gruppo statuario fu completato.

Fino al 1901, infatti, le mani e la testa della Vergine furono sostituite da quelle di una vecchia statua di una Madonna Addolorata che si venerava nella chiesa del Purgatorio e anche il Gesù Morto provvisorio del 1898, nel 1928 fu sostituito dalla meravigliosa e suggestiva cartapesta che oggi ammiriamo.

In seguito all’ultimo restauro, datato 2004 e compiuto dall’equipe del maestro Leonardo Marrone di S. Ferdinando di Puglia, la storia del gruppo statuario si è completata. E’, infatti, venuto alla luce un particolare inedito posto sotto la testa della Madonna. Si tratta di un’attestazione di merito rivolta allo scultore Giuseppe Manzo di Lecce il quale nel 1898, prima di inviare definitivamente la statua a Ruvo, la mandò a Torino per esporla ad una mostra ricevette dalla giuria il giudizio ancora oggi visibile:  “Cav. Giuseppe Manzo Statuario Lecce. Medaglia d’oro esposizione Torino 1898”.

Numerose sono state nel corso degli anni le preghiere e gli inni composti a devozione della Vergine. Particolare, per l’importante momento storico in cui fu composta, è la “Preghiera a Maria SS. della Pietà per il tempo di guerra”, apparsa in un libretto di preghiere del 1916, secondo anno della Grande Guerra.

A Voi, che sotto il dolcissimo nome di Vergine della Pietà siete la speranza di tutte le anime desolate; a Voi, che per virtù di acerbissime pene foste costituita Madre di tutti i cristiani; a Voi ricorriamo fiduciosi in questi giorni di pianto e di gravi tribolazioni.

Voi sola, o Madre Desolata, potete comprendere e compatire le crudeli angosce, da cui siamo straziati pensando ai nostri cari soldati esposti ai duri cimenti dell’immane flagello, che nei suoi orrori travolge popoli e nazioni!

Come nella persecuzione di Erode Voi trepidaste di spasimi per il vostro Innocente Figliuolo minacciato di morte; così ora milioni di madri sono in continuo spavento per la sorte dei loro figli esposti al pericolo della vita.

Come Voi provaste laceranti torture quando smarriste il giovinetto Gesù, così oggi migliaia di famiglie vivono fra ansie terribili, perché i loro cari sono o prigionieri in lontane contrade fra genti nemiche, o dispersi e smarriti forse per sempre!

Quando riceveste fra le braccia il cadavere del vostro Figlio soffriste tanto che nessun dolore umano sarà mai uguale al vostro. Però Voi allora aveste almeno il conforto di assistere il vostro Gesù nella sua agonia, di ascoltarne le ultime parole, di rendere al Corpo Santissimo di Lui gli ultimi uffici, di accompagnarlo al sepolcro…

Ma ora tante madri, tante spose, tante sorelle, tante famiglie non hanno la consolazione di vedere, di ascoltare, di abbracciare e baciare per l’ultima volta i loro figli, fratelli e sposi che muoiono sul campo del dovere.

O Madre Santa, o tenerissima Madre della Pietà, ottenete ai soldati morti refrigerio e riposo eterno; ai prigionieri il conforto della speranza; ai feriti sollievo nei dolori; ai combattenti coraggio degno di eroi: a tutte le famiglie angosciate rassegnazione e fortezza cristiana!

Sotto il manto della vostra potentissima protezione accogliete i nostri soldati, difendeteli, liberateli da ogni pericolo, accompagnateli con la vostra misericordia dovunque e sempre.

Vegliate, o Maria, come angelo tutelare sui destini della Patria nostra diletta, concedete al nostro glorioso esercito la Vittoria e – come premio di tanti sacrifici – il sorriso della pace.

O Regina della Pace, fate che la pace torni presto fra i popoli, nelle famiglie, nelle anime tribolate, nei cuori gementi; e sia pace duratura, feconda di ogni prosperità e di ogni bene.

Con tutto l’ardore della nostra fede noi v’invochiamo e confidiamo in Voi.

O Madre della Pietà, per i meriti infiniti dei patimenti del vostro Figliuolo, che vi giace straziato ed esanime in seno; per i vostri tremendi dolori, per la vostra immensa desolazione, esauditeci, consolateci…Così sia.

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