Sancti Patroni: San Biagio in un video divulgativo del Museo Diocesano di Molfetta

Sono molti i musei e le istituzioni culturali italiane che in questo tempo sospeso stanno ricorrendo al digitale per continuare ad offrire occasioni di fruizione del patrimonio storico-artistico o religioso, di cui abbiamo tutti sofferto l’assenza. Tra questi vi è la struttura museale diocesana che, dal maggio scorso, attraverso video tematici pubblicati sui social sta mantenendo viva l’attenzione sulle opere in esso custodite ma soprattutto su quelle disseminate sul territorio diocesano.

“Sancti patroni. Arte e devozione nella Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi” è un tour virtuale che mostra i luoghi e le testimonianze artistiche legate alla devozione nei confronti dei santi patroni delle città della diocesi. In questo speciale, dedicato al Vescovo San Biagio, protettore della città di Ruvo insieme a San Cleto, si intende approfondire l’origine del culto e le preziose testimonianze storiche ed artistiche che la devozione del popolo ruvese ha generato nel corso dei secoli.

Con i testi a cura dello studioso Francesco Di Palo, le immagini aree del centro storico introducono la splendida cattedrale, tra le più celebrate del romanico pugliese, correlandola alla ricerca di reliquie di santi martiri che i pellegrini volevano venerare lungo il loro cammino. E fu proprio nel 1571, nel corso dei lavori di rinnovamento dell’antica cattedrale intrapresi da mons. Giovanni Francesco de Mirto, che fu ritrovato, presso l’altare dedicato al santo, interrato con cura e riverenza, un semplice vaso di creta contenente i resti e che si ritennero appartenuti San Biagio.

Le immagini degli interni del possente edificio conducono, dunque, il visitatore virtuale a cospetto della splendida statua lignea del santo, opera di raffinano scultore napoletano: a commissionarla il vescovo teatino Cristoforo Memmolo che resse la diocesi dal 1621 al 1646. Nei sontuosi paludamenti vescovili, avvolto nel piviale tenuto fermo dalla vistosa fibula con prezioso castone, anch’essa dipinta con la tecnica dell’estofado de oro si mostra il simulacro, solitamente portato in solenne e devota processione la sera del 3 febbraio.

Nel video vengono inoltre mostrati il prezioso braccio in argento nel cui vano circolare è custodita una insigne reliquia con la quale, ancora oggi, si benedice per contatto il collo dei fedeli, il noto polittico, da sempre conosciuto come opera dell’enigmatico ZT di recente riconosciuto nel nordico Giorgio Teutonico, risalente al 1537. Ma anche la raffigurazione del Santo all’interno di un dipinto conservato nella chiesa della Madonna delle Grazie, possibile bozzetto della dispersa tela di pari soggetto irrimediabilmente persa col prezioso tavolato del soffitto della Cattedrale, la raffigurazione seicentesca nella Chiesa dei Cappucini – nota come Santa Lucia vecchia – opera del chierico bitontino Nicola Gliri ed infine la croce astile di inizi Settecento.

Non manca un cenno alla consuetudine di confezionare in famiglia i pani a forma di mano benedicente, anello, pastorale e mitria chiamati freceduzze, cui fa riferimento il direttore del Museo Diocesano, don Michele Amorosini.

Il video, realizzato dalla DOT Studio, è promosso dalla FeArT società cooperativa che gestisce la struttura museale, in collaborazione con l’Ufficio Beni Culturali e Arte Sacra della Diocesi.

Nei prossimi giorni, in occasione della solennità del 9 febbraio, la pubblicazione del video della serie dedicato a San Corrado, patrono della città di Molfetta e della diocesi.

Soc. Coop. FeArT a r.l.

 

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