Ritrovati resti umani nei pressi dell’ex Monastero delle Monache a Ruvo

Il luogo del ritrovamento con l’equipe di Medicina Legale al lavoro (foto Teresa Fiore)

Ossa umane sono state ritrovate oggi, martedì 7 luglio 2020, in un pozzo sotterraneo in via Ostieri a Ruvo di Puglia.

Secondo quanto si apprende, la scoperta è avvenuta casualmente durante alcuni lavori di ripristino del pozzo stesso, in seguito all’aspirazione dell’acqua lì presente. Il proprietario, alla vista dei resti, ha subito allertato le forze dell’ordine che hanno circondato la zona per le opportune verifiche.

Sul posto i Carabinieri della stazione di Ruvo di Puglia, gli agenti della Polizia Locale, i Vigili del Fuoco col gruppo specialistico Speleo Alpino Fluviale e i membri dell’equipe di Medicina Legale Universitaria del Policlinico di Bari diretta dal prof. Francesco Introna. Spetterà al professore e al suo staff l’analisi accurata dei resti ritrovati per scoprirne età e cause del decesso. Secondo quanto riporta Ruvesi.it, pare, al momento, che si tratti delle spoglie mortali di tre donne.

Il ritrovamento è avvenuto nel cuore del centro antico, in una delle aree più dense di storia della città. Appena dirimpetto al luogo della macabra scoperta, infatti, si trova l’attuale sede dell’Ufficio Tributi comunale, costruito dopo del 1941(1) sul sedime della chiesa del Monastero benedettino di San Matteo.

Facciata principale del Monastero prima dell’abbattimento. La bifora è stata salvata dall’abbattimento e murata dalla Pro Loco nei pressi del torrione di via Rosario (foto Archivio Storico Comunale di Ruvo di Puglia).

Della veste originale della chiesa, oggi, non resta nulla ma possiamo ipotizzare che al di sotto della stessa siano state presenti sepolture, come usuale prima dell’editto di Saint Cloud. Il Décret Impérial sur les Sépultures, emanato da Napoleone il 12 giugno 1804, raccolse organicamente in due corpi legislativi tutte le precedenti e frammentarie norme sui cimiteri e stabilì il posizionamento dei cimiteri fuori dalle mura cittadine, in luoghi soleggiati e arieggiati.

Tra le sepolture presenti nell’area dell’antico monastero vi erano sicuramente quelle delle Monache. La regola benedettina, infatti, prevedeva che le monache di clausura dovevano essere sepolte all’interno delle mura claustrali. Nulla sappiano della posizione del sepolcreto, attestato solo dalla trascrizione di una epigrafe, riportata da Carlo Lojodice, che recitava “Qui giacciono le vergini / dell’ordine di San Benedetto, consunte / dalla morte. O fedeli di Cristo, fermatevi / per poco e dite pie parole”. Secondo recenti studi, probabilmente, si trattava di una cripta all’interno della Chiesa, unico ambiente accessibile ad esterni fedeli di Cristo(2). Parenti e amici delle defunte potevano, così, recitare lodi e preghiere per accompagnare al cospetto di Pietro, alle porte del Paradiso, l’anima casta delle spose di Cristo.

Via Osteri con la facciata laterale del monastero prima dell’abbattimento (foto Archivio Storico Comunale di Ruvo di Puglia)
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Note   [ + ]

1. C. Bucci, Delle antiche chiese di Ruvo, Terlizzi 2015, p. 52
2. L. Sivo, Architettura del monastero, in AA.VV., Il Monastero delle Benedettine di San Matteo in Ruvo, Quaderni del Centro Studi Cultura et Memoria, Terlizzi 2015, p. 39