Il simulacro argenteo di San Rocco esposto nella Cattedrale di Ruvo contro il Coronavirus

S. ROCHE HAC PROTEGE CIVITATEM. Questa iscrizione, nascosta tra le pietre bianche di un palazzo in vico Fico, seppur antica, sembra essere oggi strettamente attuale.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 tutti gli italiani sono obbligati, fino al 3 aprile, a limitare assembramenti e spostamenti non necessari e ad evitare contatti diretti (info dettagliate qui: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus). Le chiese rimangono aperte ma sono sospese tutte le celebrazioni e i riti, inclusi matrimoni ed esequie come disposto dalla Conferenza Episcopale Pugliese (info qui: http://www.diocesimolfetta.it/blog/2020/03/09/coronavirus-comunicato-dei-vescovi-di-puglia/).

Nella Cattedrale di Ruvo di Puglia, su iniziativa del parroco don Salvatore Summo, è esposto il simulacro argento di San Rocco, patrono minore della città e protettore dalle epidemie. “Accanto alle necessarie decisioni tassative per tutti per evitare il contagio – sottolinea don Salvatore – penso sia spontaneo per un credente rivolgersi al Signore per mezzo dei santi perché custodisca il dono della vita e della salute che da Lui senza nostro merito provengono. Il popolo di Ruvo nelle malattie epidemiche si è sempre rivolto a San Rocco toccando con mano la sua intercessione tanto da volerlo Protettore e Compatrono, erigendo persino come segno devozionale una statua d’ argento e non un semplice busto. La sua intercessione presso il Signore della nostra salvezza riporti in alto la nostra speranza e guidi scienziati e operatori della salute ad essere, con i propri doni, mano di Dio che con tenerezza ci rimette in piedi.”

San Rocco è il santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste, e la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa. Il suo patronato si è progressivamente esteso alle grandi catastrofi come i terremoti, alle epidemie e malattie gravissime; in senso più moderno, è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato. Con il passare dei secoli è divenuto il santo più conosciuto nel continente europeo e oltreoceano(1).

La preziosa opera ruvese è stata realizzata nel 1793 dall’argentiere napoletano Biagio Giordano su modello di Giuseppe Sanmartino e fu commissionata dal Capitolo Cattedrale cittadino forse per voto pubblico in occasione di una epidemia. Raffigurante il santo e il fido cagnolino secondo la consueta iconografia, la bellissima statua è stata ospitata in numerose mostre italiane dedicate alla scultura napoletana e alle bellezze dell’arte nazionale. Fino ad alcuni anni fa era portata in processione in occasione della festa del Santo ma, su disposizione della Sovrintendenza per salvaguardarne l’integrità, è stato vietato qualunque spostamento processionale ed è quotidianamente esposta nella Cappella del Santissimo Sacramento della Cattedrale.

In queste settimane, il compito di tutti è di rispettare le norme e le prescrizioni per proteggere se stessi e gli altri. La Cattedrale rimarrà aperta con i consueti orari per permettere la preghiera fugace, composta e silenziosa di tutti, rispettando sempre la distanza interpersonale consigliata di un metro. Altrettanto avverrà nelle altre chiese cittadine. Comunichiamo, inoltre, che tutti gli eventi religiosi e culturali della quaresima sono al momento sospesi. La processione della Desolata, prevista per il Venerdì di Passione 3 Aprile, è al momento rinviata al 4 Aprile ma si resta comunque in attesa di ulteriori disposizioni.

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Riportiamo, per la meditazione personale, una preghiera  al Santo, diffusa in Cattedrale in questi giorni, e che può essere recitata anche in forma di novena.

« PREGHIERA A SAN ROCCO »

O glorioso San Rocco, che distaccato dalle agiatezze della tua nobilissima casa e vestito da povero pellegrino ti consacrasti generosamente al servizio degli infermi e dei moribondi colpiti da malattie contagiose ed epidemiche: ti preghiamo di staccare il nostro cuore da tutte le vanità del mondo e, infiammati dal sacro fuoco della carità, possiamo sacrificarci pienamente a vantaggio di coloro che soffrono e sono maggiormente abbandonati.
Pater …, Ave …, Gloria …

O glorioso San Rocco, che, sconosciuto dagli uomini, in abito così miserabile, e solo conosciuto da Dio, esponesti il delicato tuo corpo ai disagi incessanti ed alle aspre fatiche di lunghissimi viaggi per il bene del prossimo afflitto da sventura: fa’ che anche noi, superate le difficoltà e le amarezze del pellegrinaggio terreno, imitandoti nel soffrire per amore di Gesù Cristo, possiamo incamminarci verso la patria celeste dei beati.
Pater …, Ave …, Gloria …

O glorioso San Rocco, che per la tua generosità nel consacrarti al servizio degli appestati e per le tue continue orazioni vedesti cessare la pestilenza e guarirne tutti gli infettati in Acquapendente, in Cesena, in Roma, in Piacenza, in Montpellier, in tutte le città della Francia e dell’Italia da te percorse: ottieni a noi tutti la grazia di essere – per tua intercessione – costantemente preservati da un flagello così spaventoso e così desolante.
Pater …, Ave …, Gloria …

O glorioso Santo, tu che conoscesti che base della vera perfezione è l’umiltà profonda: ottenici che, considerando i nostri peccati e la estrema nostra fragilità, impariamo a disprezzare le cose fugaci della terra e ad intendere che il Dio che resiste ai superbi, dona agli umili i tesori infiniti della sua grazia, e unendoli a sé li rende capaci delle più grandi opere di bene.
Pater …, Ave …, Gloria …

O glorioso Santo che, compreso l’infinito valore della Croce e della Passione di Gesù, volesti mortificare il tuo corpo in ogni maniera sapendo che le pene di questa vita sono fonti preziose di merito e di gloria per il Cielo: ti supplichiamo di ottenerci la grazia che, in mezzo ai ribrezzi ed alle croci della vita sappiamo imitare la santa rassegnazione di Gesù nel Getsemani e sul Calvario.
Pater …, Ave …, Gloria …

O glorioso San Rocco, che riuscisti così bene a sacrificare non solo gli agi e le cose di questo mondo, ma anche a sacrificare te stesso nella perfetta rinuncia di tutti i tuoi risentimenti umani: ottenici da Dio che anche noi, morti alla nostra volontà e ai nostri gusti disordinati, ci decidiamo a seguire Gesù per la via della Croce, e fa’ che non ci manchi la forza necessaria per sopportare le pene e le avversità di questa vita.
Pater …, Ave …, Gloria …

O glorioso San Rocco, che colpito da morbo pestilenziale nell’atto di servire ad altri infetti, e posto da Dio alla prova dei più spasmodici dolori, domandasti ed ottenesti di essere posto lungo la strada, e quindi, da questa scacciato, ti ricoverasti fuori della città in una povera capanna dove da un Angelo vennero risanate le tue piaghe, e la tua fame fu ristorata da un cane pietoso che ogni giorno portava un pane tolto alla mensa del suo padrone Gottardo: ottieni a noi tutti la grazia di soffrire con inalterabile rassegnazione le infermità, le tribolazioni, le disgrazie tutte di questa vita, nell’attesa costante e fiduciosa del soccorso necessario: poiché quel che veramente serve all’uomo, può provenire solo dal Cielo.
Pater …, Ave …, Gloria …

O fedelissimo servo di Dio che, tornando alla tua patria, estenuato dalle penitenze e in abito da pellegrino, fosti ritenuto da tutti come una spia nemica e fosti ingiustamente messo in carcere, ove penasti per cinque anni, conformandoti in tutto al divino volere: ti supplichiamo umilmente di farti per noi mediatore in Cielo perché possiamo sempre, col tuo esempio, sopportare ogni affanno ed ogni tribolazione per amore di quel Dio che tutto dispone a sua gloria e a nostro bene.
Pater …, Ave …, Gloria …

O glorioso Santo che, vissuto nella carità e nel sacrificio, desiderasti morire nello squallore di un carcere, ignoto a tutti, lasciando solo a Dio la cura della tua reputazione: fa’ che noi, dopo avere impiegate tutte le nostre forze per il bene e per la virtù, col nome di Gesù e di Maria sul labbro e nel cuore, ci addormentiamo placidamente nel Signore non curando gli onori degli uomini ma votati solo al premio infinito che il Re dell’eterna gloria tiene preparato per i suoi servi fedeli nella beatitudine del Cielo.
Pater …, Ave …, Gloria …

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Note   [ + ]

1. Per saperne di più su San Rocco e altri santi protettori dalla peste e dalle epidemie segnaliamo la seguente scheda dell’Archivio di Stato di Piacenza: http://www.archiviodistatopiacenza.beniculturali.it/getFile.php?id=127