Giovedì Santo: la processione della Deposizione detta degli “Otto Santi”

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Otto Santi-2Dalle 2.30 del Giovedì Santo muove dalla piccola Chiesa di S. Rocco la processione della Deposizione detta “degli Otto Santi”, organizzata dalla Confraternita del Santo di Montpellier.

Il gruppo statuario in cartapesta, ispirato a un dipinto di Antonio Ciseri, fu realizzato nel 1920, a devozione della nobildonna Rosina Ruta de Tommaso, dal Maestro cartapesta leccese Raffaele Caretta e rappresenta il trasporto di Cristo al sepolcro. Il corpo senza vita del Cristo è avvolto nel candido lenzuolo sorretto da Giuseppe d’Arimatea, Nicodemo e da S. Giovanni e seguito dalla Madonna Addolorata, che porta la corona di spine simbolo del sacrificio del figlio, dalla Maddalena con la spalla scoperta e il corpo nascosto dai capelli, da Maria di Cleofa e Maria Salome.

Otto Santi-15Negli anni Quaranta e Cinquanta, il gruppo statuario fu modificato con l’aggiunta di una parrucca di capelli veri sul capo della Maddalena e di un vero lenzuolo sul quale era deposto il corpo senza vita di Gesù.

Nel 1925 al 1937 la Confraternita di San Rocco si trasferì nella vicina chiesa del Redentore e fu trasferito nella stessa chiesa anche il gruppo statuario della Deposizione. La statua fu posta nell’attuale cappella della Madonna del Rosario.

Nei primi anni la processione si svolgeva nella serata del Giovedì Santo ma, per non interferire con la visita agli altari della reposizione, fu deciso di anticiparla alla notte precedente.

Nel corso del restauro effettuato nel 2001 sono stati rinvenuti i colori e le fattezze originali delle statue: molti cartapestai locali con i loro interventi di restauro avevano trasformato i personaggi cambiandone attributi e decorazioni, attribuendogli colori impropri e privando l’opera di qualsiasi riferimento storico ed artistico.

Il restauro del 2013 ha migliorato la stabilità del gruppo statuario, minata dall’umidità delle processioni notturne e dal trasferimento a Milano per la mostra “La scultura in cartapesta (Sansovino, Bernini e i Maestri leccesi tra tecnica e artificio)” nei primi mesi del 2008.

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