Immagini della devozione a san Cleto nell’Ottocento

Antico santino distribuito durante la festa del Santo (si noti lo stato della statua prima dell'ultimo restauro)

Antico santino distribuito durante la festa del Santo (si noti lo stato della statua prima dell’ultimo restauro)

San Cleto è da sempre definito come il fondatore della Diocesis Rubensis nonostante siano del tutto assenti tracce effettive della presenza del III Papa nella città di Ruvo. In passato il culto al primo patrono della città era molto sentito, come testimoniano le decine di immagini del santo presenti in quasi tutte le chiese cittadine(1).

Un breve ma interessante racconto della festa in onore di san Cleto, che si svolgeva nella prima metà dell’Ottocento, è contenuto nel manoscritto Ricerche storiche sull’origine e antichità di Ruvo, redatto nel 1835 dal canonico Giacomo Ursi(2). Racconta l’Ursi che, l’antico antro di epoca romana, comunemente definito come “grotta di san Cleto”:

in ogni anno nel giorno del Santo, che si solennizza alli 26 di Aprile si tiene aperta dal primo al secondo vespero, ove si conducono i Cittadini ad orare. In Chiesa vi si espone una insigne reliquia di un pezzo di suo osso, che si conserva nella Chiesa Cattedrale, e che quivi si passa per essere vicina alla medesima, celebrandosi dal clero da tempo immemorabile il suo uffizio particolare.

Aggiunge l’Ursi, parlando della chiesa del Purgatorio, che:

Il nostro Capitolo ha riputato sempre la descritta Chiesa come propria, e quante volte si è dovuto fare delle riparazioni nella cattedrale, o pulire i di lei Sepolcri, è passato ad uffiziare nella detta Chiesa, trasportandovi anche i sagramenti. I Cittadini ancora anno avuto sempre gran venerazione per questa Chiesa avendole costituita una rendita, lasciando ad essa de’ beni nelle loro ultime disposizioni.

Statua di san Cleto, chiesa del Purgatorio

G. COLOMBO, San Cleto, chiesa del Purgatorio, scultura lignea del XVI sec.

Il canonico dedica alcune righe anche alle numerose immagini del santo, facendo riferimento sia alla statua dell’Altare Maggiore in Cattedrale sia alla statua in pietra su porta Noè, quali simboli della secolare devozione al santo Patrono:

Da tempo immemorabile anche questa nostra Città ha tenuto e venerato questo suo primo Vescovo per Santo Protettore, e lo dimostrano i pubblici monumenti eretti in di lui onore. Oltre la descritta Chiesa, vi è anche nell’altare maggiore della Cattedrale, rifatto nel secolo decimosesto, fra le altre statue, che l’ardornando quella del nostro S. Cleto.

[…]Nell’anno poi 1523 costruirono la magnifica porta nominato col nome antico di Porta Noè, sopra della quale vi situarono tre statue di pietra. La statua collocata nel mezzo rappresenta S. Nicola Vescovo di Mira Protettore della Provincia intiera. A mano destra stra situata la statua del nostro S. Cleto ed a mano sinistra quella di S. Biagio Vescovo di Sebaste altro nostro Protetore. Tutto questo dimostra, che i Cittadini gli hanno serbato in ogni tempo una grande venerazione, lo hanno sempre creduto per loro primo Vescovo, e sempre lo hanno adorato per loro special Protettore.

Queste opere, questi riti e queste tradizioni in onore del nostro caro san Cleto sono oggi scomparse. Rimane solo la memoria celebrata il 26 Aprile nella chiesa del Purgatorio in cui, ancora oggi, un ciclo di affreschi racconta a grandi e piccini le fasi della leggenda di san Cleto a Ruvo.

Note   [ + ]

1. Per una panoramica si veda: 26 Aprile: festa di San Cleto, patrono minore della città di RuvoSan Cleto in Cattedrale. Testimonianze di un culto secolareTradizioni e devozioni in onore di San Cleto
2. Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti – Volpi di Bari (BNBA), Fondo D’Addosio, G. Ursi, Ricerche istoriche sull’antichità ed origine di Ruvo, 1835, ms.

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