Iconografia di san Francesco d’Assisi nelle chiese ruvesi

San Francesco, chiesa di sant'Angelo (foto di Pasquale Montaruli)
San Francesco, chiesa di sant’Angelo (foto di Pasquale Montaruli) 

Una vecchia tradizione, mai verificata, afferma che di ritorno da un viaggio in Terra Santa San Francesco d’Assisi si fermò nella nostra città di Ruvo e qui diede indicazione ai suoi primi seguaci di erigere un convento francescano sulla collina che, da allora in poi, sarà detta collina di sant’Angelo.

Nonostante la poca attendibilità di questa tradizione orale tramandata nei secoli, numerosissime opere testimoniano la venerazione ruvese per il santo, favorita soprattutto dai Minori Osservanti del convento di sant’Angelo.

Nella chiesa di sant’Angelo è, infatti, possibile ammirare una ricca iconografia. In una delle cappelle laterali è posta la statua lignea raffigurante il santo. San Francesco, con l’aureola d’argento,  ha tra le mani un Crocifisso a cui rivolge lo sguardo.

L’opera risale al XVIII sec. ed è opera della bottega dei Brudaglio di Andria. Nella stessa cappella sono state posti, all’inizio del novecento, alcuni dipinti con scene della vita del santo opera di un certo F. Di Terlizzi.

Madonna degli Angeli, chiesa di sant'Angelo
Madonna degli Angeli, chiesa di sant’Angelo

Un’altra effige del santo è posta al centro della tovaglia della mensa dell’altare del santo, opera ruvese di inizio novecento.

Lunetta affrescata, convento dei Minori Osservanti
Lunetta affrescata, convento dei Minori Osservanti

Sempre nella chiesa dedicata all’Arcangelo Michele, il poverello di Assisi è raffigurato nella tela della Madonna degli Angeli (datata 1578) di Gaspar Hovic. San Francesco è posto a sinistra della Vergine con la mano sinistra, che porta una croce, posta all’altezza del petto in segno di penitenza e la destra aperta verso la Madonna.

Interessantissimo è il ciclo affrescato nel convento dei Minori Osservanti, collegato con la chiesa. Sostanzialmente integro e di recente restaurato, il ciclo illustra in venti lunette vita e miracoli del fondatore intervallati dalle effigi dei santi dell’ordine. Il ciclo si conclude con una grande raffigurazione dell’Immacolata e santi tra cui è riconoscibile, alla sinistra della Vergine, san Francesco seduto su una nuvola e raffigurato in età matura con un libro chiuso rosso.

Madonna con il Bambino e santi, chiesa dei Cappuccini
Madonna con il Bambino e santi, chiesa dei Cappuccini

Anche nelle altre due chiese conventuali rubastine non mancano raffigurazioni del santo di Assisi.

Nella chiesa dei padri Cappuccini san Francesco è ancora una volta rappresentato a diretto contatto con la Vergine e il Bambino. Nella mutilata tela della Madonna con Bambino e S. Anna, opera del bitontino Nicola Gliri del 1676, il santo è raffigurato a destra della Vergine mentre riceve dalle mani del Bambino la croce. Accanto al santo vi è san Domenico che riceve dalla Vergine una rosa simbolo del rosario.

Nella chiesa di san Domenico, già chiesa conventuale dei padri Domenicani, il napoletano Fabrizio Santafede raffigura san Francesco ai piedi della Madonna delle Grazie ancora una volta accanto a san Domenico di Guzman. San Francesco è raffigurato con il saio mentre mostra alla Vergine e indirettamente anche allo spettatore, i segni delle stigmate sulla mano sinistra.

Madonna delle Grazie e santi, chiesa di san Domenico
Madonna delle Grazie e santi, chiesa di san Domenico

La tela era posta nella cappella dei signori Caputi della chiesa del SS. Rosario. La tela si trova ora nei pressi dell’altare maggiore.

Nella chiesa di san Giacomo al corso, dove è attiva una fraternità dell’ordine secolare francescano, vi era in passato una tela del del XVII secolo di autore ignoto che rappresentava San Francesco d’Assisi con un crocifisso in mano ed un teschio ai suoi piedi.

La tela, posta in una cornice intarsiata finemente in oro zecchino, era posta nella sagrestia della chiesa e fu trafugata da ignoti nella notte del 3 Maggio 1993.

E’ invece ancora presente nella chiesa la bella statua in cartapesta dello scultore De Pascalis di Lecce. Il santo è raffigurato sorretto da due angeli su una rupe sulla quale sono visibili il teschio, un libro aperto e una croce.

San Francesco, chiesa di san Giacomo
San Francesco, chiesa di san Giacomo
Compianto sul Cristo Morto, chiesa del Carmine
Compianto sul Cristo Morto, chiesa del Carmine

Altra testimonianza, particolarmente interessante vista l’ambientazione, è conservata nella chiesa del Carmine. San Francesco è raffigurato nella tela del Compianto del Cristo Morto. Accanto alle tradizionali figure della Vergine e della Maddalena è posta una raffigurazione, quasi in penombra, del santo che con dolcezza guarda al corpo senza vita di Cristo tenendo le mani incrociate sul petto. La tela, commissionata nel terzo decennio del Seicento dalla Confraternita del Carmine, è una copia fedele dell’opera di analogo soggetto eseguita, intorno al 1605, da Annibale Carracci per la Cappella Mattei nella chiesa romana di San Francesco a Ripa, destinazione che motiva la presenza del Santo povero.

San Francesco contempla il Crocifisso, chiesa della Madonna delle Grazie
San Francesco in contemplazione del Crocifisso, chiesa della Madonna delle Grazie

Nella chiesa della Madonna delle Grazie, san Francesco è raffigurato in due opere. Una piccola tela mostra il santo in contemplazione del Crocifisso. L’opera, eseguita nel seicento da un ignoto pittore di area pugliese, raffigura, nei pressi di un pendio roccioso, il santo che guarda adorante al Crocifisso e che mostra i palmi segnati dalle stigmate. Nella grande pala dell’Assunzione della Vergine, il santo è invece posto alle spalle del patrono ruvese san Cleto.

Per concludere questa rassegna non si può non citare il bel monumento in bronzo del 1982 posto appena fuori dal Santuario di Calentano opera del Manfrini e raffigurante san Francesco e il lupo di Gubbio protagonista di uno dei più famosi fioretti della vita del santo.

San Francesco e il lupo, Calentano
San Francesco e il lupo, Calentano

***

Bibliografia

  • Per la chiesa di sant’Angelo

F. Di Palo, Cielo e Terra. Percorsi dell’arte sacra, dell’iconografia, della devozione, della committanza a Corato Ruvo e Terlizzi tra ‘500 e ‘700, Ed. Insieme, Terlizzi, 1999

http://www.chiesacattolica.it/beweb/UI/page.jsp?action=home

F. Di Palo, Si Quaeris Miracula. Devozione, immagine e immagini di S. Antonio di Padova nella Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, in Culto, devozione e immagine di sant’Antonio di Padova nella Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, a cura di O. Grieco, La nuova Mezzina, Molfetta, 2012

  • Per la chiesa dei Cappuccini

F. Di Palo, Rosarium Viriginis Mariae. Culto, iconografia, confraternite rosariane nella Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, Centro Stampa, Terlizzi, 2003

  • Per la chiesa di san Domenico

F. Di Palo, La chiesa e il Convento del Santissimo Rosario (S. Domenico) a Ruvo, Schena, Fasano, 1998

  • Per la chiesa di san Giacomo al Corso

Il Rubastino, 1993, n.2

V. Pellegrini, Ruvo Sacra, Schena, Fasano, 1994

  • Per la chiesa del Carmine

C. Cipriani, Compianto sul Cristo Morto. Chiesa del Carmine, in Comune di Ruvo di Puglia, Settimana Santa a Ruvo di Puglia 2011

  • Per la chiesa della Madonna delle Grazie

C. Cipriani, Il Santuario della Madonna delle Grazie. Tra arte e fede, in Il Santuario della Madonna delle Grazie a Ruvo di Puglia, a cura di C. Bucci, CSL Pegasus Edizioni, Terlizzi, 2012

  • Per il santuario di Calentano

V. Pellegrini, Ruvo Sacra, cit.

Le foto, se non indicato diversamente, sono tratte dai volumi sopra indicati.

Precedente Digitalizzato Il Rubastino e altri libri antichi della biblioteca comunale Successivo Testimonianze della devozione all'Immacolata a Ruvo tra XVI e XVIII secolo