Tradizioni scomparse: la festa di santa Caterina d’Alessandria

Domenica 25 Novembre la Chiesa Cattolica ricorda santa Caterina d’Alessandria. Della santa sono giunte a noi pochissime notizie, per lo più dubbie, che l’hanno fatta escludere dal Martirologio Romano dal 1969 al 2002.

Secondo la tradizione Caterina, una giovane di Alessandria, ricca, saggia e bella, fu arrestata per aver testimoniato la sua fede nei primi anni del IV secolo. Invitata a tornare al paganesimo dai più famosi filosofi, lei, con la sua eloquenza, lì convertì al Cristianesimo. Fu condannata a morte e fu progettato per lei un supplizio particolare: una macchina composta da quattro ruote dentate. Un fulmine, però, distrusse la macchina e l’indomani venne decapitata. Si sentì parlare del suo martirio solo nel IX secolo quando si scoprì il suo corpo sul monte Sinai traslato, secondo la tradizione, da degli angeli. Per la sua cultura fu scelta come patrona delle scuole femminili e degli studenti di filosofia.

A Ruvo è dedicata alla santa alessandrina una piccola chiesa sorta, probabilmente, sul tracciato dell’antica via Traiana durante il dominio dei Carafa secondo alcuni per volere di un certo sig. Ferdinando. La chiesa, non sappiamo se sorta sul luogo di una più antica cappella sotto lo stesso titolo citate nelle fonti locali, presenta una semplice facciata a capanna sovrastata da un campanile a vela con una sola campana. L’interno, convertito ad usi profani, si presenta semplice con una nicchia che conteneva, in passato, un’antica statua della titolare.

La statua, ora nella chiesa del SS. Redentore, rappresenta la santa come una giovane donna. Con una mano, posta all’altezza del petto, tiene una spada, simbolo del martirio per decapitazione; l’altra è invece appoggiata alla ruota dentata e porta una palma che simboleggia il martirio.

Nel passato la piccola chiesa di santa Caterina era al centro di gioiosi festeggiamenti. Il 25 Novembre si tenevano numerose messe e durante il giorno si suonava a mano la campana posta nel campanile per ricordare, a tutti, che tra un mese esatto nascerà il Redentore. Inoltre, in questo giorno, si diceva il proverbio “Santa Caterina o la neve o la spina”.

Oggi di questi festeggiamenti non vi è più traccia. Nel giorno della memoria della santa si tiene solo una messa nella chiesa del SS. Redentore.

Note agiografiche da: E. URECH, Dizionario dei simboli cristiani, Roma, Arkeios, 1995 p. 46-47.

Note storiche sulla chiesa da: CRSEC PUGLIA, Stradario di Ruvo, Ruvo di Puglia, Fiorino, 1985 ; F. DE MATTIA (a cura di), Rubi fortissima castra, Molfetta, Lion Club, 1997.

Si ringrazia, per le note sui festeggiamenti del passato, Massimiliano De Silvio.

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