Le opere provenienti dalla chiese ruvesi nel Museo Diocesano di Molfetta

Gennaro Pane, Ostensorio Raggiato, 1842-1872, Argento fuso, sbalzato, cesellato, Inv. T0035 – proprietà del Museo Diocesano Molfetta

Molti ruvesi si sono recati, lo scorso fine settimana, a Molfetta per la festa patronale della Madonna dei Martiri. La festa, da sempre molto partecipata non solo dai molfettesi ma anche dai cittadini dei paesi limitrofi, si concluderà domenica prossima con il ritorno del simulacro della Vergine alla Basilica Pontificia.

La città affacciata sull’Adriatico, sede del Vescovo della nostra Diocesi, è anche sede del Museo Diocesano che raccoglie numerose opere d’arte provenienti dall’Episcopio di Molfetta, da Chiese e Rettorie di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi. I numerosi dipinti, le sculture, le suppellettili sacre, i paramenti liturgici e numerosi altri beni raccontano la storia della diocesi e dei numerosi artisti che hanno lavorato per secoli al suo servizio nelle quattro città.

La città di Ruvo è rappresentata nel museo da beni provenienti dalla chiesa di San Domenico e dalla chiesa dei Cappuccini (o di Santa Lucia vecchia).

Argentiere Veneto (monogramma L.G.), Croce Processionale, seconda metà XVI sec., argento sbalzato, cesellato, inciso, fuso, Inv. T0051 – proprietà del Museo Diocesano Molfetta

L’elenco dei beni provenienti dalla chiesa di San Domenico consiste di alcuni calici, un reliquiario ligneo di fine XVIII sec, un servizio di carte gloria del XIX sec, una corona di statua ed un ostensorio raggiato di manifattura napoletana della prima metà dell’ottocento, una lampada pensile, un secchiello per acqua benedetta, una navicella porta incenso della medesima epoca. Gli oggetti sono, tranne il reliquiario ad ostensorio, in argento cesellato e sbalzato.

Ricondotta alla manifattura veneta, invece, una croce processionale della fine del XVI sec con, sul retro, una interessante raffigurazione della Santissima Trinità.

All’elenco vanno poi aggiunte due opere provenienti da Santa Lucia vecchia: una statua in cartapesta di “Gesù infante con i simboli della passione” della seconda metà del XIX sec, opera di Raffaele Carretta; una tela raffigurante “Mosè e il serpente di bronzo” opera di Gioacchino Quercia del 1790, restaurata dal Museo nel 2009.

Gioacchino Quercia P., Mosè e il serpente di bronzo, 1790, olio su tela, Inv. P0039 – proprietà del Museo Diocesano Molfetta

Tutte le opere sono esposte e visibili ai visitatori del Museo a meno di alcuni paramenti liturgici, sempre di san Domenico, bisognosi di restauro.

Ringraziamo per le immagini e per la descrizione dei beni Onofrio Grieco, Presidente della Soc. Coop. FeArT che gestisce il Museo Diocesano di Molfetta.

Per saperne di più: www.museodiocesanomolfetta.it.

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