Venerdì Santo: la celebrazione della Passione del Signore con la processione del Cristo Morto e dei Misteri

Organizzata dall’Arciconfraternita del Carmine da data immemorabile, la processione del Venerd“ Santo e’ il momento clou dell’intera Settimana Santa rubastina.Sino alla prima meta’ del 900 la processione di gala del Venerd“ Santo era composta da ben tredici simulacri, come si evince dai documenti custoditi dall’Arciconfraternita e vedeva la partecipazione di tutte le congreghe cittadine. Col passare del tempo, le statue man mano diminuirono sino a diventarne quattro: Gesu’ Calvario, Gesu’ Morto, l’Addolorata, e il tempietto nel quale e’ posta la teca in argento contenente una scheggia del Sacro Legno.Dalla fine del secolo scorso, per volere delle amministrazioni che si sono alternate, le statue sono state prime restaurate e poi riportate in processione. Attualmente le statue che sfilano nella serata del Venerd“ Santo sono sette simulacri oltre al Legno Santo. Come per le altre processioni ruvesi, anche quella dei Misteri e’ aperta dal gonfalone dell’Arciconfraternita e dai cupi colpi della gran cassa. I colpi del grosso tamburo annunciano l’arrivo del corteo processionale con lo sfilare delle devote seguite dalle associate a Gesu’ Calvario. La croce penitenziale apre le due fila dei confratelli, che vestono con camice bianco, cintolo granata e mozzetta di uguale colore con l’effige in argento della Madonna del Carmelo. Il primo simulacro, seguendo anche la narrazione evangelica, e’ quello di Gesu’ nell’orto degli ulivi, seguono l’Ecce Homo, Gesu’ Flagellato, Gesu’ Calvario uno dei simulacri piu’ venerato, innanzi al quale troviamo i cosiddetti “cristudde”, bambini con veste di colore rosso, al cinto una corda e sulle spalle la croce, a voler personificare la figura del Cristo portacroce. Il Cristo al Calvario, e’ seguito da un elevato numero di devoti di ambo i sessi a piedi nudi per ottenere o per aver ottenuto una grazia. Segue il Crocefisso e il Gesu’ Morto, figura centrale dell’intera Settimana Santa, accanto al quale troviamo, per questo sin dagli anni ottanta, le forcelle portate dai confratelli dei quattro sodalizi ruvesi. Chiudono il lungo corteo, l’Addolorata e il tempietto contenente la Sacra Scheggia detto “Legno Santo”. Alla processione a significare il lutto della comunita’ intera, partecipano le massime autorita’ cittadine.

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