26 Aprile: festa di San Cleto, patrono minore della città di Ruvo

NON TEMETE, CITTADINI DI RUVO
SONO CLETO PRIMO VESCOVO
E TERZO DOPO S. PIETRO
CHE PREGA PER VOI

Queste parole, che si leggevano su un muro della Grotta di S. Cleto in lettere gotiche graffite, ci introducono alla giornata odierna in cui si ricorda a S. Cleto, primo vescovo della Diocesi Ruvese e terzo dopo S. Pietro.

Le origini del culto ruvese a S. Cleto si perdono nella notte dei tempi tanto che, ad oggi, non sono emerse prove dell’effettivo episcopato di Cleto (o Anacleto) a Ruvo.

Certa è la presenza, al di sotto della Chiesa del Purgatorio, un tempo dedicata al Santo, di diversi ambienti chiamati da secoli “Grotta di S. Cleto” nella quale, si pensa, che Cleto abbia battezzato intorno al 44 d.C. i primi Cristiani ruvesi.

Dopo i numerosi studi e dopo i recenti scavi, che hanno portato alla luce un percorso sotterraneo dell’età romana, sappiamo che la Grotta era, in realtà, una cisterna romana a servizio del vicino foro, probabilmente ubicato nei pressi di Largo Annunziata.

Il patrono minore della nostra città è, naturalmente, raffigurato in numerose opere sparse nelle Chiese ruvesi.

Partiamo dalla Chiesa del Purgatorio dove è presente un ricco apparato iconografico. San Cleto è raffigurato in una statua lignea, attribuita a Giacomo Colombo; sulla volta di una navata con un ciclo di tempere con le storie della vita del Santo; in una tavola del polittico della Madonna della Margherita dello ZT. Nella Grotta omonima, S. Cleto è raffigurato in una statua in pietra e gesso in abiti papali.

In Cattedrale, tempio maggiore della città, altrettanto numerose sono le opere che raffigurano il III Papa. San Cleto è raffigurato sulla Croce astile, sulla custodia del Santissimo Sacramento, in un acquerello sulla Platea e, in passato, in una statua lignea posta sull’altare barocco rimosso all’inizio del 900 e in una tela di Luca Alvese del controsoffitto della Cattedrale, anch’esso rimosso.

Nella Chiesa dei Cappuccini, il Santo è raffigurato in una tela del XVIII sec. nell’atto di offrire la città di Ruvo, rappresentata da un modellino, al Signore, mentre nel Santuario della Madonna delle Grazie è possibile ritrovare S. Cleto nella tela dell’Assunta.

San Cleto era anche presente su Porta Noè con una statua in pietra, mentre un’altra statua lignea raffigurante lo stesso Santo era posta sul terrazzo della Chiesa del Purgatorio.

Oggi la devozione nei confronti del patrono minore della nostra città è quasi del tutto scomparsa. L’unica celebrazione per la memoria del Santo è la S. Messa serale nella Chiesa del Purgatorio. Almeno fino agli anni ’80 il 26 Aprile si tenevano, nella Chiesa del Purgatorio, S. Messe per tutta la giornata e veniva aperta al pubblico la Grotta di S. Cleto.

(nelle immagini: Statua lignea di S. Cleto – Chiesa del Purgatorio ; Grotta di S. Cleto ; Particolare della tela dei Cappuccini)

Si ringrazia per il contributo, Cleto Bucci

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