Festa dell’Annunziata. Note sulla Chiesa del Centro Storico di Ruvo

Si festeggia oggi, 25 Marzo, la solennità dell’Annunciazione. A Ruvo è dedicata alla Vergine Annunciata una piccola chiesetta nel cuore del Centro Storico, a pochi metri dalla Cattedrale. Vi proponiamo alcune note su questa chiesa che, dopo un lungo periodo di costante apertura, è purtroppo tornata ad essere chiusa per la maggior parte dei giorni. La tela dell’Annunciazione, inoltre, è stata spostata, proprio in questi giorni della festa, nella Chiesa del SS. Redentore, probabilmente per motivi “logistici”, dovuti al massiccio afflusso di fedeli nel corso del triduo. E’ questa, a nostro avviso, una scelta alquanto discutibile che, speriamo, sia solo temporanea. La Chiesa dell’Annunziata deve, al più presto, tornare ad essere la “casa” del quadro dell’Annunciazione e deve tornare essere aperta e fruibile a tutti, sette giorni su sette.

La Chiesa dell’Annunziata, una delle più antiche chiese urbane di Ruvo di Puglia, sorge nelle immediate vicinanze della maestosa Cattedrale romanica e nei pressi di quello che, probabilmente, era il foro della Rubi romana.

In un sottano ubicato nei pressi della Chiesa, infatti, nel 1793 il canonico don Giacomo Ursi rinvenne un’iscrizione latina, datata 239 d.C., dedicata a Gordiano III e un’alluce in bronzo; secondo quanto riportato da Filippo Jatta, questa scoperta può far affermare che, nelle immediate vicinanze dell’attuale Largo Annunziata, si ergeva un monumento, posto al centro del foro dell’antica città romana, eretto dai Decurioni e dagli Augustali, citati nella stessa lapide oggi murata sul basamento della Torre dell’Orologio.

La tesi dello Jatta e di molti altri storiografi locali, è avvallata anche dalle recenti scoperte al di sotto della Chiesa del Purgatorio, posta a pochi metri di distanza dall’Annunziata, che, oltre alla nota cisterna detta “grotta di San Cleto”, hanno riportato alla luce numerosi ambienti termali e costruzioni di epoca romana.

L’edificazione della Chiesa e gli avvenimenti successivi

Nel 1350 una terribile oppressione, a causa dell’aggressione perpetrata dalle truppe di Roberto Sanverino, colpì gli abitanti del piccolo feudo extraurbano di Calentano i quali, ritenendo insicuro vivere in campagna, rientrarono a Ruvo, già protetta dalle imponenti mura, dove edificarono un tempio a ricordo della Vergine Annunziata, già venerata nel santuario al centro del piccolo borgo rurale che proprio in quegli anni assunse massima rilevanza.

La data esatta dell’edificazione della Chiesa, mononavata con arcate laterali, si evince da un’iscrizione gotica posta alla destra dell’antico ingresso della Chiesa, sull’attuale via S. Caterina. L’iscrizione racconta che nel 1377, durante l’episcopato di Fr. Stefano minorita, i maestri Giobbe da Giovinazzo e Andrea da Ruvo edificarono la Chiesa in onore della Vergine Annunziata a devozione di una certa signora Romata, moglie di Nicolaus Judas (Nicola Guida), sepolto all’interno. La sua sepoltura è attestata, altresì, da un’altra iscrizione gotica, originariamente posta sul suo sepolcro.

Un’altra iscrizione, attualmente murata sulla controfacciata della Chiesa, ci permette di tracciare un’ulteriore tassello nella definizione delle attuali forme della Chiesa. L’iscrizione afferma che nel 1758 la Chiesa venne restaurata con denaro proprio dai rettori don Ignazio Rubino e don Francesco d’Ingeo dopo una lunga lite e dopo aver redatto una platea storica. Questo restauro mortificò l’originario stile romanico dell’edificio: l’ingresso venne spostato sull’attuale Largo Annunziata e l’edificio venne dotato di un portale barocco, divenuto l’ingresso principale, ornato con motivi floreali e che reca, nell’architrave, l’iscrizione AVE GRATIA PLENA – A.D. 1758.

Nel corso dei secoli, la Chiesa divenne “de domo et familia Mondellis”, ossia patronato della famiglia Mondelli, tanto che la piazzetta esterna prese il toponimo di Largo Mondelli accanto a quello di Largo dell’Annunziata.

Storia recente del tempio

Facendo un salto temporale di due secoli, ritroviamo menzionata la Chiesa nel documento di erezione delle prime tre Vicarie Curate nella diocesi di Ruvo, datato 5 febbraio 1904 e firmato dal Vescovo di Ruvo e Bitonto Mons. Pasquale Bernardi. Nel documento si da mandato al Vicario perpetuo del Redentore, nella cui territorio parrocchiale si erge l’Annunziata, di far celebrare annualmente 12 Messe nella Chiesa, una delle quali “proprio nel giorno della SS. Annunziata, secondo l’intenzione della famiglia Caputi – Iambrenghi come da prescritto pontificio dell’aprile 1902” e di celebrare altre tre messe all’anno, nella Chiesa del SS. Redentore, in adempimento al beneficio della Chiesa della SS. Annunziata, il cui titolare era il sig. D. Michele Fenicia.

Gli anni seguenti furono caratterizzati da un un lungo periodo di abbandono del tempio fino agli anni ‘50 quando, la Chiesa venne riaperta al culto e venne riscostruito, sul lato destro della facciata, il piccolo campanile a vela con due campane.

Nel decennio successivo, e in particolare tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, la Chiesa venne affidata dal Vescovo Aurelio Marena a D. Francesco Lorusso che la restaurò per ripristinarne l’antica diginità e che riaccese il culto. Dalla morte di quest’ultimo, la Chiesa rimase nuovamente chiusa fino agli anni ’80, sotto l’episcopato di don Tonino Bello, quando fu interamente restaurata, per farne un centro di spiritualità e di cultura, insieme alla vicina chiesetta di S. Caterina. Significativa fu, durante questi ultimi restauri, l’opera di Carmela Cassano, ricordata da una iscrizione marmorea presente sotto la seconda arcata destra.

A partire dai tardi anni ’80, quindi, la Chiesa ha ospitato numerosi eventi prendendo, in piccola parte, il posto di quel “contenitore culturale”, purtroppo assente in città. Nell’estate 2001 ha fatto da sfondo alle “Giornate musicali nel borgo”, nell’agosto del 2002 ha ospitato la rassegna di arte e musica “Movimentarti”, tra il 24 dicembre 2004 e il 6 gennaio 2005 è stata completamente occupata dal grandioso presepe, organizzato dalle quattro Confraternite cittadine, mentre durante la Notte Bianca 2006 ha accolto la mostra personale dell’artista ruvese ClitorossoDR, pseudonimo di Daniela Raffaele.

La Chiesa è stata, inoltre, sede di numerosi incontri tra la comunità della Parrocchia del SS. Redentore e il Vescovo. Il 15 dicembre 2006 ha ospitato l’incontro tra i fanciulli, i genitori e i catechisti della Parrocchia del SS. Redentore e il Vescovo della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo, Terlizzi Mons. Luigi Martella, in visita pastorale a Ruvo, mentre il 20 marzo 2010 è stata sede dell’incontro tra Mons. Martella e le Comunità neo-catecumenali. Sempre nel 2010 ha ospitato, il 23 marzo, la Via Crucis organizzata dall’ufficio missionario diocesano nell’ambito della “Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri”. Nell’estate 2011, invece, la Chiesa ha fatto da scenografia per il progetto “il teatro ti sPiazza” dell’Associazione culturale Kuziba.

Uno sguardo all’interno

Se la storia esterna del tempio è alquanto nota, la storia delle opere che hanno popolato l’interno è abbastanza oscura. Attualmente l’arredo è costituito da pochissimi elementi: l’altare maggiore, una piccola acquasantiera in pietra locale posta sulla controfacciata, la tela dell’Annunciazione e una piccola statua raffigurante S. Antonio da Padova, di recente fattura.

L’altare maggiore, realizzato in pietra locale da maestranze pugliesi, risale al secolo XVIII e presenta la mensa che poggia su due volute a cartoccio. Nel paliotto è raffigurata una croce racchiusa in un cartiglio mentre i cantonali sono decorati con decorazioni fitomorfe e volute.

Risale, invece, alla fine del ‘700 o secondo altri alla prima metà del XVII secolo, la tela, ora sull’altare maggiore, dell’Annunciazione della Vergine opera di un’ignoto pittore pugliese ma di chiara ispirazione fiorentina.

La Vergine, inginocchiata, volge lo sguardo verso l’alto e spalanca le braccia, illuminata da un raggio di luce che sbuca dalle nubi. Sulla sinistra l’Arcangelo Gabriele, dalle forme barocche, in volo su una nube, indica il cielo con la mano destra e porta nella sinistra due gigli che offre alla Vergine. Completano la scena, in alto a destra alcuni angioletti in volo tra le nubi al di sopra di una colonna con un tendaggio mentre sono visibili, sul pavimento a piastrelle quadrate, un leggio con un libro aperto, un cuscino e un cesto di biancheria che suggeriscono la vita domestica interrotta dall’apparizione dell’Arcangelo.

La notizia della presenza di altre opere d’arte all’interno della Chiesa è nulla almeno fino agli anni ’80 del 900 quando in seguito al ritrovamento, ad opera di un gruppo di giovani ruvesi, di numerose opere d’arte “dimenticate” nei locali della Cattedrale, alcune di queste furono poste proprio all’interno della Chiesa.

Entrarono, così, a far parte della vita del tempio le statue in pietra locale di S. Lucia e di S. Leonardo, poste a destra e a sinistra dell’altare maggiore, la statua in legno scolpito e policromato di S. Pietro, nella I nicchia a sinistra, la statua, sempre in legno scolpito e policromato, di S. Giuseppe, posta nella II nicchia a destra, la scultura raffigurante S. Michele Arcangelo, proveniente dall’episcopio, nella I nicchia a destra. Nei locali della sagrestia, invece, fu posto un manichino vestito raffigurante la Vergine Addolorata, di un’ignoto scultore napoletano. Tra gli anni 90 e il 2000, queste opere furono spostate in altri luoghi in attesa della definitiva sistemazione in quello che sarà il Museo di Arte Sacra di Ruvo di Puglia.

Riferimenti bibliografici:

F. A. Bernardi, Ruvo Nobile e Magnifica. Note di araldica e storia civile di famiglie ruvesi, Az. Tip. De Biase, Ruvo di Puglia, 2008

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M. D’Ingeo, A. M. Paparella (a cura di), Ruvo di Puglia, Associazione Turistica Pro Loco, Ruvo di Puglia, 1996

F. Di Palo, Cielo e Terra: percorsi dell’arte sacra, dell’iconografia, della devozione, della committenza a Corato Ruvo e Terlizzi tra ‘500 e ‘700, Ed. Insieme, Terlizzi, 1999

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F. Jatta, Sintesi storica della città di Ruvo, Tip. Speranza & De Rosellis, Ruvo di Puglia, 1930

F. Jurilli, Ruvo di Puglia nella preistoria e nella storia, Vecchi & C., Trani, 1971

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